Miglior prestito per docenti: tutto quello che c’è da sapere sui finanziamenti agli insegnanti

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Oggi tutto il personale della scuola, tra cui ad esempio insegnanti e anche tutto il personale ATA, possono godere di alcune agevolazioni. Queste sono dedicate appositamente per queste categorie di lavoratori. In particolare, tra le soluzioni più utilizzate ci sono quelle previste per la cessione del quinto. Questi prestiti sono concessi in particolare grazie all’accordo tra i vari istituti di credito e il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

I prestiti che sono concessi per mezzo della cessione del quinto permettono di ottenere delle somme di denaro anche abbastanza elevate. Il loro rimborso avviene attraverso il versamento di alcune rate mensili. La durata del prestito può variare da una finanziaria all’altra e in base agli importi di denaro che vengono concessi.

Cosa sono i prestiti per docenti?

I prestiti per docenti sono una tipologia di credito agevolata che viene concessa a favore dei dipendenti pubblici che sono impiegati all’interno degli istituti scolastici. All’interno di questa categoria di persone troviamo non solo i docenti, ma anche tutto il personale ATA scolastico. In particolare, è l’INPS che si occupa al giorno d’oggi di gestire queste tipologie di prestiti.

Il finanziamento può essere concesso tramite la cessione del quinto, oppure può essere sottoposto ad una delega di pagamento. In alternativa, può avere la forma anche di un mutuo ipotecario. La scelta della tipologia di prestito che si richiede varia in base alle necessità del richiedente stesso. Prima di scegliere un certo tipo di prestito occorre capire bene quali sono le proprie necessità e che tipo di prestito si sta cercando.

Chi può usufruirne?

I prestiti per docenti sono destinati a tutto il personale pubblico che lavora nel settore scolastico. Si intendono quindi tutti gli insegnanti che sono assunti attraverso il superamento di concorso pubblico, ovvero professori e maestri che hanno una cattedra di ruolo. Oltre agli insegnanti, anche tutto il personale ATA ha la possibilità di richiedere questo finanziamento. Il personale ATA in buona sostanza comprende tutto il personale amministrativo, ausiliario e tecnico statale degli istituti e delle scuole di istruzione, sia primaria che secondaria.

Si tratta quindi di tutte quelle persone che svolgono delle funzioni amministrative e gestionali, oltre che contabili e di sorveglianza che spesso si svolgono all’interno delle istituzioni scolastiche. Gli insegnanti oggi possono ottenere una certa somma di denaro per l’acquisto della loro prima casa.

Questo può avvenire attraverso un prestito in forma di mutuo ipotecario, oppure se desiderano anche eseguire dei lavori di restauro in un immobile di proprietà. Inoltre, può essere utile anche per acquistare un mezzo di trasporto o per sostenere delle spese mediche o di emergenza.

Quali sono i requisiti del richiedente?

Tra i requisiti principali per accedere a questi tipi di prestiti occorre anzitutto​ essere impiegati pubblici nel settore scolastico. In particolare, quindi, occorre essere un insegnante con una cattedra di ruolo oppure lavorare nelle scuole pubbliche. Inoltre, bisogna avere un TFR valido al momento della richiesta del prestito o un contratto a tempo indeterminato.

In alcuni casi si può accettare la richiesta anche da parte di insegnanti che hanno un contratto a tempo determinato. In questi casi però la scadenza del contratto di lavoro deve essere di almeno 36 mesi dopo la stipula del prestito. Al contrario, i prestiti INPDAP per gli insegnanti vengono concessi a chi è iscritto alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Sociali e Creditizie. In questo caso, il lavoratore deve essere assunto con contratto a tempo indeterminato da almeno quattro anni.

Quali garanzie sono richieste?

Al fine di ottenere un prestito per docenti tra quelli che sono gestiti dall’ente di previdenza sociale INPS, ovvero ex INPDAP, occorre presentare delle garanzie ben precise. Di solito si tratta di semplici cessioni del quinto che sono gestiti dai datori di lavoro stessi, in questo caso lo Stato. Non a caso, si tratta di un lavoro di tipo statale. La cessione del quinto dello stipendio o della pensione è una particolare tipologia di prestito che è destinata ai lavoratori dipendenti, ovvero sia pubblici che anche privati.

Si tratta di una tipologia di finanziamento che è rivolta anche a chi lavora nel settore pubblico ed è assunto regolarmente dallo Stato. Inoltre, è un prestito che prevede stesso delle forme agevolate e dei tassi di interessi abbastanza favorevoli per il richiedente. Le rate mensili in questo caso vengono pagate quindi direttamente dallo Stato. Lo Stato in questo caso non fa altro che trattenere quindi l’importo dovuto per il rimborso dello stipendio o della pensione del suo dipendente. La rata mensile che viene trattenuta può essere al massimo di un quinto dello stipendio.

Sono dei prestiti finalizzati?

Di solito, per chi usufruisce dei prestiti per docenti con cessione del quinto non ci sono dei vincoli particolari. Ad esempio, non occorre dichiarare il motivo per cui si richiede il denaro. Infatti, non si tratta di prestiti finalizzati e non ci sono delle spese nascoste. In alcuni casi tuttavia si può richiedere un prestito con cessione del quinto come una sorta di credito al consumo.

Questi sono dei finanziamenti che vengono concessi per sostenere alcuni investimenti importanti. Ad esempio, possono essere utili per l’acquisto di un immobile. In questi casi è possibile accedere a questi prestiti ad esempio per l’acquisto di un immobile, di una vettura oppure per affrontare una spesa medica particolarmente impegnativa. Possono essere usati anche per finanziare la formazione scolastica dei propri figli oppure anche per la ristrutturazione della propria abitazione.

Come si richiedono?

Se sei un docente e desideri accedere a uno di questi finanziamenti, occorre capire bene come muoversi. Gli insegnanti che richiedono questo tipo di prestito sono infatti chiamati a compilare un modulo di richiesta che si trova sul sito dell’Inps. nella domanda occorre aggiungere anche la propria busta paga e il TFR, oltre a dei documenti in corso di validità.

Nel momento in cui la richiesta è completata, occorre inviare la documentazione in via telematica per poi aspettare l’esito. L’INPS riceve tutte le domande che vengono avanzate e le analizza una ad una. In questo caso, l’INPS valuta il merito creditizio del richiedente e la sua personale situazione finanziaria, per comunicare poi l’esito dell’istruttoria. Di solito l’accredito del prestito avviene attraverso bonifico bancario oppure attraverso un assegno.